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mercoledì 30 settembre 2020

Cannelloni all'abruzzese

In tutta Italia, la domenica è un giorno di festa da passare in famiglia e, ovviamente, tutti insieme a tavola dove la fanno da padrone soprattutto i primi piatti della tradizione come le lasagne o i cannelloni, sempre preparati secondo la ricetta tipica della propria regione. Ed è proprio una ricetta regionale ad essere la protagonista di oggi, ovvero la ricetta dei cannelloni all'abruzzese, che si discosta leggermente dalla ricetta dei cannelloni tradizionali, molto diffusi in tutta Italia, in quanto prevede l'uso di spezie come la cannella e la noce moscata, oltre al fatto che l'impasto per la sfoglia si prepara unendo la farina di granturco alla farina di grano.

 


sabato 6 gennaio 2018

Pepatelli teramani

Ed eccoci arrivati all'ultima festività di questo periodo e con un po' di tristezza, saluto tutto il clima natalizio.
Amo il Natale e una volta passato, mi sento sempre un po' vuota ma cercherò di tenere questo spirito anche nei mesi a venire.
Per il Calendario del Cibo Italiano, per festeggiare la giornata dell'Epifania, oggi ho preparato i Pepatelli teramani, biscotti alle mandorle e miele, tipici del natale abruzzese.
Senza zucchero, senza uova e senza lattosio, sono i biscotti ideali per chi ama i sapori semplici e dal gusto "croccantello".



martedì 22 marzo 2016

Brodetto alla vastese con crostini di pane al piccantino calabrese

Questo brodetto nasce quasi per caso, appena vista la sfida lanciata da Anna Maria, ho subito pensato di interpretare un brodetto di pesce che fosse tradizione di una regione diversa dalla mia.
Perché ovviamente Bolzano non è la città del pesce, trovandosi tra le Dolomiti e di ricette della Calabria di questo tipo non me ne venivano proprio in mente.
Dopo aver fatto una ricerca su internet, sono arrivata al brodetto di pesce vastese e inconsapevolmente, ho nutrito del grande affetto per questa ricetta che mai avevo provato prima, perché a Vasto vive una mia lettrice affezionata che mi segue da qualche anno e con cui abbiamo instaurato un rapporto d'amicizia che va oltre il blog...eppure non ci siamo mai viste, abbiamo età molto diverse, ci sentiamo per telefono e ci raccontiamo delle nostre vite, parliamo di famiglia, di figli e di passioni.
Sono passata a Vasto a fine agosto in viaggio da Bari per risalire in Alto Adige e mio marito, adora spezzare i viaggi in macchina, sorseggiando un buon caffé davanti al mare...
Ci siamo fermati sul lungomare di Vasto poco meno di un'ora e abbiamo respirato, insieme ai piccoli, quella meravigliosa aria di mare e abbiamo goduto di quei meravigliosi colori, che solo il mare può regalarti.
Avrei voluto avvisare Anna che ero lì, ma non ne ho avuto il tempo dato che siam subito ripartiti.

Ed è proprio ad Anna, cuoca eccellente da quello che ho capito, che ho chiesto per telefono, la ricetta di questo brodetto meraviglioso, mi ha consigliato i pesci da utilizzare, come procedere e come cuocerli. Ringrazio infinitamente Anna per i preziosi consigli che mi ha dato perché il brodetto realizzato è stata una delle cose più buone che io abbia mangiato.

L'attuale versione del brodetto alla vastese (lu vrudatte) nasce nell'800 con l'arrivo del pomodoro nelle cucine, perché la versione originale era in bianco.
Era nato come piatto povero della cucina marinara abruzzese e veniva realizzato a bordo delle paranze vastesi dai pescatori, i quali, dopo aver venduto la parte migliore della loro pesca, utilizzavano i pesci rimasti impigliati malamente nelle reti, quindi poco presentabili per la vendita.
A differenza degli altri brodetti dell'Adriatico, in questo brodetto non vengono usati elementi acidi come vino o aceto, il pesce viene lasciato intero, ove possibile, e la tradizione vuole che venga utilizzato un tegame in coccio (tijelle) largo e basso per la cottura.
Per un risultato eccellente, poi, il pesce non deve essere mai mosso, il tegame va scosso delicatamente (trizzicato) con movimenti orizzontali e rotatori per evitare che il pesce si attacchi sul fondo del coccio.

Mio marito ha aprrezzato tantissimo questa preparazione esclamando: "Lo devi preparare più spesso!" e io super orgogliosa del risultato, ho scritto ad Anna, la quale mi ha  risposto: "Ti è venuto bene perché fai tutte le cose con amore", io credo che sia una donna profonda perché pur non avendomi mai vista, ha capito la mia essenza.
E io e mio marito abbiamo deciso che la prossima estate  passeremo una settimana in Abruzzo, dove potrò gustare il brodetto di Vasto insieme alla mia amica Anna, che non vedo l'ora di abbracciare.
Già mi vedo, vicino al mare, a chiaccherare, ridere e scherzare con lei...


Un favoloso connubio tra Abruzzo (con il brodetto) e Calabria, poiché ho deciso di accompagnare questo brodetto con dei crostini di pane fritti nel piccantino calabrese, che altro non è che un paté di peperoncino della mia terra (oltre all'olio utilizzato che viene diretto dal mio paesello in Calabria).

Un piatto meraviglioso, questo di oggi, che parla di affetto, di sintonie e di amicizia, ve lo consiglio, è davvero delizioso!



domenica 6 dicembre 2015

Parrozzo e parrozzini (con la ricetta di Paola)

Paola è una di quelle blogger davvero carismatiche, simpatiche...Ogni suo post mi ha sempre fatto sorridere e riflettere allo stesso tempo.
Il suo blog è pieno di ricette bellissime e io erano anni che volevo provare il suo parrozzo, che non ho mai assaggiato in realtà ma di cui mio fratello me ne aveva parlato un gran bene.

E com'è? Buonissimo, dalla consistenza particolare, davvero, non saprei dirvi a cosa somiglia se non ad un pan di spagna per il suo profumo, contrastato, però dalla copertura di cioccolato, dalle mandorle e dalla texture "rustica" conferita dal semolino.
Ora capisco perché sia stato chiamato così Parrozzo, che sta a significare Pan - rozzo, ossia pane rozzo, rustico ma davvero semplice e buono!
Un dolce abruzzese tipico per Natale e davvero eccezionale che sicuramente rifarò, provaatelo anche voi!
E a Paola, intanto, un grazie di cuore, per questa bellissima ricetta!

Vi ricordo che per la realizzazione, avrete bisogno di uno stampo a cupola semisferico, come la ricetta originale vuole!



venerdì 21 novembre 2014

Bananine abruzzesi di Patrizia per la mia rubrica

Bentornati alla mia rubrica dei "Biscotti e pasticcini in giro per l'Italia", oggi ci fermiamo in Abruzzo ad assaggiare le bananine. La ricetta l'ho presa dalla dolce e tenera Patrizia, la quale, abruzzese anche lei, pubblicò diversi mesi fa, la ricetta di questi meravigliosi dolcetti.
Che dire? Sono strepitosi...
Hanno un sapore che sa di casa, di buono, ricordano molto le peschette anche se differenziano nel profumo di banana!
Ricetta perfetta direi, che dedico a lei e alla signora Anna, entrambe donne dolcissime, entrambe abruzzesi.
Patrizia è sempre dolce, gentile e affettuosa e anche se non l'ho mai vista di persona, sono sicura che quando lo farò, ci abbracceremo forte.
La signora Anna invece è una cara lettrice che mi segue da Vasto e che ringrazio ancora una volta per il suo affetto quotidiano.

Non ho mai trascorso delle vacanze in Abruzzo ma mi piacerebbe un sacco...chissà, magari un giorno potrei venire a trovarvi! ;)

La ricetta l'ho un po' personalizzata mettendo un po' di zafferano nell'impasto (spezia parecchio usata in Abruzzo e che io amo nei dolci) e per la bagna ( dato che non ho mai visto il liquore alla banana) me ne sono inventata una io alla banana ( molto, molto buona, vi confesso!)

Mi perdonerete se la forma non è perfetta ma devo fare pratica! :)