sono anche su Facebook....
martedì 6 giugno 2023
Mini cannoli siciliani vegani
venerdì 23 luglio 2021
Gelo di anguria (gelo di melone)
Il gelo di anguria, chiamato anche gelo di melone, è un dessert tipico siciliano, esattamente della zona di Palermo, un dolce al cucchiaio facilissimo, delizioso e molto gradevole alla vista.
Ha un profumo particolare reso dalla cannella e dal gelsomino, che conferiscono note aromatiche indimenticabili.
Potete servirlo decorando con del pistacchio oppure, per ricreare i semini neri dell'anguria, con delle gocce di cioccolato.
La ricetta è tratta dal blog della bravissima Ada "Siciliani creativi in cucina" che vi consiglio di andare a visitare, sono sicura che vi verrà l'acquolina in bocca.
Un fine pasto ideale per queste torride giornate d'estate, provatelo!
venerdì 9 luglio 2021
Brioches col tuppo con gelato al miele di acacia
Le brioches col tuppo sono una specialità siciliana molto apprezzata in tutta Italia.
Sono la classica colazione dell'estate del sud, farcita con confettura o crema di nocciole.
Per merenda viene accompagnata solitamente da una deliziosa granita o gelato di vari gusti.
Io ho realizzato per il progetto #IlmieleGiusto anche uno squisito gelato al miele di acacia, variegato al cacao.
Provatele e non ve ne pentirete.
lunedì 4 gennaio 2021
Squisiti modicani
Gli squisiti modicani sono dei biscotti semplici e buonissimi della tradizione siciliana, esattamente della zona ragusano e in particolare della bellissima Modica, realizzati con solo strutto, ricordano i biscotti di una volta e hanno un sapore genuino, la loro particolarità è anche nella forma di S.
Vista l'assenza di burro, sono anche senza lattosio e hanno un aroma intenso di limone.
Ideali per la colazione, la merenda o per il tè delle 17, ve ne innamorerete.
Sono davvero...squisiti!
martedì 29 dicembre 2020
Arancini allo zafferano e funghi
Gli arancini allo zafferano e funghi sono una deliziosa specialità siciliana.
Ottimi da realizzare se vi avanza del risotto, sono una valida ricetta del riciclo e poi sono davvero squisiti, provare per credere.
Mi ritengo una grande estimatrice dello zafferano, ne adoro il profumo e amo l'aroma che conferisce ai piatti e poi ha un colore che mette subito allegria, non è vero?
giovedì 13 dicembre 2018
Arancini al pistacchio di Bronte
martedì 4 settembre 2018
giovedì 13 luglio 2017
Pane e panelle street food siciliano
"Pane, panelle, patate vugghiute..." e da allora mi è sempre rimasta la pulce nell'orecchio.
La battuta mi faceva molto ridere ma ho sempre meditato di scoprire, cos'erano e che sapore avessero queste pane e panelle.
Una decina di anni fa infatti, durante una vacanza in Sicilia, ci siamo fermati a Palermo e ho ordinato subito pane e panelle, che delizia!
Ecco lo spuntino siciliano per eccellenza come contributo alla giornata nazionale del cibo di strada italiano organizzato dal Calendario del Cibo Italiano.
Pane e panelle rappresentano uno degli street food più famosi della gastronomia siciliana, anzi palermitana, per esser più precisi.
A Palermo è una sorta d'istituzione, allo stesso modo del "pane ca' meusa", ma di più facile consumo.
La panella è una frittella a base di farina di ceci, acqua salata e prezzemolo, una crema densa fatta asciugare e poi fritta in abbondante olio e infine accompagnata alla mafalda o giuggiulena (panino tipico siciliano ricoperto in superficie da semi di sesamo).
Il tutto viene servito con una bella spruzzatina di limone e generalmente accompagnato insieme ai cazzilli (crocchette di patate fritte, anche queste specialità tipica della rosticceria siciliana).
Le panelle si preparano cuocendo acqua e farina di ceci in un tegame e quando il composto inizia ad addensarsi, si aggiunge il prezzemolo tritato.
Le origini
Gli arabi, durante la dominazione tra il IX° e l'XI° secolo in Sicilia, iniziarono a macinare i semi dei ceci per poterne ricavare una farina, che unita all'acqua, si trasformava in una sorta di impasto crudo.
L'utilizzo dei ceci in cucina era già diffuso in epoca romana imperiale, infatti a quel tempo veniva realizzata una sorta di "polenta" che prevedeva la cottura di farina di ceci e acqua.
Pare che anche i greci e tutto il sub continente indiano ne facessero uso.
Ma le panelle come le conosciamo oggi, furono probabilmente introdotte in epoca tardo-medievale durante il dominio francese della dinastia Angioina della Sicilia, di cui si racconta ne fosse particolarmente ghiotta.
Pare che in origine le panelle fossero chiamate “piscipanelli” perché venivano realizzate a forma di piccolo pesce, per dare l'illusione della frittura di pesce, che per la maggior parte della popolazione era un lusso che non si poteva permettere a causa dei costi elevati.
In passato il "panellaro" ovvero colui che prepara le panelle, girava per le strade con la sua carretta sulla quale era montata una baracchina di legno chiusa su tre lati.
All'interno si trovava un fornello e una grande casseruola piena di olio per la frittura, un ripiano con le panelle già fritte, che si presentavano in bella mostra e infine un contenitore di latta che conteneva il sale.
La carretta si fermava strategicamente davanti alle scuole per ingolosire i ragazzi.
Curiosità
Ed ora, ecco a voi le mie panelle col pane, fatto rigorosamente con le mie manine.
giovedì 19 novembre 2015
Baci panteschi
Pare sia una variante della cassatella trapanese, ad ogni modo queste frittelle golose conquisteranno tutti, vedrete!
Questi dolci li ho visti la prima volta in tv, in una puntata di "Cortesie per gli ospiti" di diversi anni fa, una trasmissione che io adoravo guardare... poi ho scoperto la sua ricetta e allora ho ceduto alla tentazione e l'ho provata! Favolosi questi baci...grazie Mariabianca!
Per la realizzazione di questo dolce vi informo che è necessario avere lo strumento per frittelle apposito che vedete nelle foto sottostanti, questo vi permetterà di dare la forma a fiore che vi mostro!









